"Passa il tempo, e tu lo sai fin troppo bene, Stephen. Se ci ho pensato? Se ho ricordato? Certo che l’ ho fatto, ogni giorno da quando ti ho chiesto di andare via. Ho continuato a domandarmi quanto odio potessi covare nel tuo cuore, se le decisioni che mi ero imposta ti fossero sembrate immotivate,se ti avessero fatto soffrire. Pensavo che non avrei piú incrociato i tuoi passi con i miei. Ricordo quando dicevi che il giorno in cui ci avrei tenuto abbastanza a me avrei finalmente iniziato ad allontanare dalla mia vita quello che mi faceva soffrire e avrei finalmente smesso di essere infelice. E che in cima alla lista ci sarebbe stato il tuo nome. A quanto pare avevi ragione, no, non mi ha mai trovata la felicitá, ma ho iniziato ad amarmi. E quello è servito. La cosa triste é che é servito cacciare te dalla mia vita. Ho sognato tutti i giorni di vederti tornare, sai? Con modi di essere diversi, senza quel maledetto egoismo che portavi dietro come un mantello, costantemente, senza le mie paure che hanno contribuito tanto, ma non del tutto, a portarti scelte diverse, emozioni diverse. E mai ad aspettarmi che a distanza di quanto? Ore?Giorni? Mesi? Anni? Avresti preso il tuo solito posto sul divano di casa mia con le scarpe nere che ti ho sempre visto indossare, ti avrei preparato del thé, e avremmo riso finchè non fosse giunto il momento di tornare da altre briciole; piú grandi o piú piccole, non l’ho mai saputo. Eppure guardati, sei qui. Con le stesse scarpe, su una sedia e stringi una tazzina di caffè macchiato e tra pochi minuti ti accompagneró alla porta, perché il giorno in cui te l’ho chiusa alle spalle sapevamo entrambi che volevamo rimanere, e che come al solito ti mancava il coraggio di farlo. Ricordi? Ti dissi che ti avrei aspettato e mai ti avrei chiuso la porta in faccia. Ero debole e sciocca e terrificantemente innamorata di te, lo sapevi fin troppo bene. Ma gli anni passano, le cose cambiano. Si diventa grandi, si pretende il rispetto che si merita. Non voglio conoscere i motivi che ti hanno fatto bussare di nuovo alla mia porta. So che non mi bastano come non mi sono mai bastati. So che non mi accontento di ulteriori bugie. Ti prego di andare, lontano, vicino, davvero, non importa, ma vai. Non posso perdere altro per colpa tua. Non voglio perdere altro. Ho una vita bellissima, e tu non hai voluto riempire i vuoti che mi hai lasciato quando c’eri, e non ho potuto riempire i tuoi. Ho solo una domanda, prima che tu vada via: sei felice Stephen?"

storm-inbrain:

«Il modo in cui ti ho amata…mi consumava.»

— Burke to Cristina, 10x22.

(Fonte: grikurt)

"He’s so busy looking inside people to find the good that he misses the knife they’re holding in their hand."
— Alexandra Bracken, The Darkest Minds (via quotes-shape-us)

Cover illustration for A Doctor and His Mistress by Orrie Hitt, 1960 (via)

Cover illustration for A Doctor and His Mistress by Orrie Hitt, 1960 (via)

"Parliamone. Le donne hanno i loro bisogni esattamente come gli uomini.
Io adesso, a parte il volermi innamorare e smettere di stare male per lei a giorni alterni, ho un bisogno possente che deve essere soddisfatto. Da un uomo o da una donna.
E sottolineo che questo non vuol dire “Dove trovo, trovo” ma vuol dire “Non ho una cazzo di idea sull’essere lesbica o bisessuale. So che mi sono innamorata di una donna e ho amato tutto quello che comportava, ma se mi innamorassi di un uomo scoprirei solo che mi piacciono entrambi, non sarei meno non etero”
Comunque. La cosa davvero importante e tormentante (si può dire?)è che ho una voglia di fare l’amore che potrei esplodere da un momento all’altro.
E dico fare l’amore perchè non sono moralmente in grado di scopare giusto per far prendere aria alle gambe.
Ergo, soffro."